17_G come Giappone

Un mini viaggio nel paese del Sol Levante con l’episodio di oggi. Parliamo di Igort e dei suoi meravigliosi Quaderni Giapponesi. Leggo poi per voi una storia presa da un libro di racconti giapponesi.
Siete stati in Giappone? Ci andreste?
Buon ascolto!

Trascrizione

E poi, immerso in quel silenzio mi perdevo per ore a disegnare o prendere appunti. Da Tokyo l’Europa, la mia vita di sempre, sembrava davvero lontana.

Per introdurre il tema di oggi, parto da un episodio di vita personale.

Il mese scorso sono stata per due settimane in Giappone. Due settimane non sono abbastanza per conoscere le meraviglie del paese del Sol Levante, avrei voluto stare per almeno tre mesi.
Comunque, mentre mi preparavo al mio viaggio per il Giappone ho consultato alcuni libri, guide turistiche e romanzi di persone che avevano già viaggiato in questo paese.
Fra tutti, sono rimasta fortemente affascinata da un fumetto, una graphic novel di un fumettista italiano che si chiama Igort.

L’ultima volta abbiamo parlato del fumetto e così, con l’episodio di oggi, vorrei collegarmi all’ultimo argomento. Oggi parliamo di Giappone. Non avevo mai letto niente di questo fumettista, di Igort, e sono rimasta felicemente sorpresa.

Mi piacciono molto i fumetti e quando posso cerco nuove letture.
Il libro mi ha aiutato molto a entrare nello spirito giapponese e si chiama Quaderni Giapponesi” – Un viaggio nell’impero dei segni“.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

15_E come Europa

Viviamo in un momento storico molto complesso, confuso, contraddittorio, dove l’idea di Europa è messa giornalmente in discussione.
La domanda a cui voglio cercare di rispondere è questa: esiste una cultura europea? Al di là del concetto di Europa politica o economica, possiamo parlare di cultura Europea?
Esiste inoltre una letteratura Europea?

Trascrizione

Europa.

Ho pensato molto alla lettera E, poi dopo molto pensamento, ho deciso di correre il rischio e parlare di Europa.

Viviamo in un momento storico, probabilmente sapete, molto complesso, confuso, contraddittorio, dove l’idea di Europa è messa giornalmente in discussione. La fiducia di molte persone nell’ideale di Europa è svanita e molti italiani vorrebbero fare un passo indietro, uscire dall’Euro, tornare ad essere un paese che non deve niente a nessuno.

Non voglio oggi fare un trattato di politica e tantomeno parlare di temi delicati e complessi come l’idea di Europa. La domanda, però, a cui voglio cercare di rispondere è questa: esiste una cultura europea? Al di là del concetto di Europa, oltre al concetto di Europa politica o economica, possiamo parlare di cultura Europea? Esiste inoltre una letteratura Europea?

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Link utili:

Integra l’italiano nella tua vita – 6 consigli pratici

Abbiamo parlato di quanto sia importante la routine nella nostra vita. Siamo animali abitudinari e le cose ripetute ci trasmettono sicurezza.

Anche le persone che viaggiano molto o le persone che hanno un lavoro flessibile hanno una specie di routine. Ci sono gesti che facciamo che si ripetono.

Oggi voglio darti alcuni consigli per integrare l’italiano nella vita di tutti i giorni. Sono cose piccole, ma che possono fare la differenza.

Io penso che studiare una lingua non debba essere solamente un passatempo. Stai infatti imparando a usare uno strumento che può aprire il tuo mondo e i tuoi orizzonti. Puoi conoscere persone che la pensano come te, persone da altri paesi, con cui puoi iniziare un dialogo stimolante e di crescita.

A volte chiudiamo lo studio di una lingua straniera a un’ora alla settimana. Poi basta, chiuso il computer dimentichiamo che sappiamo parlare l’italiano.

Qui alcuni consigli per integrare con piccoli gesti l’italiano nella tua vita:

La lista della spesa

Tutti noi andiamo a fare la spesa ogni settimana, giusto?

Beh, perché non scrivere la lista della spesa in italiano? Questa è una cosa pratica, semplice e ripetuta che possiamo fare tutti. In questo modo l’italiano diventa la lingua della spesa! E se devi fare una lista per tuo marito o tua moglie, puoi scriverla in due lingue. In questo modo anche lui o lei possono imparare l’italiano in preparazione alle vostre prossime vacanze in Italia!
La lista della spesa è pratica e permette di imparare un vocabolario di uso quotidiano.

Video di cucina

Ti piace cucinare? Allora puoi cucinare un piatto in italiano qualche volta. In generale puoi guardare la ricetta in Italiano. Ci sono molti video su youtube con ricette buone e originali. Se non parli bene l’italiano, non importa. I video hanno immagini che possono aiutarti a seguire la ricetta senza sbagliare.

Agenda

Hand-drawn blue desk calendar illustration

Uso la mia agenda per programmare le mie lezioni e i miei appuntamenti. Sulla mia agenda scrivo anche le cose che devo fare o comprare.

A volte scrivo in italiano, a volte in inglese.

Per integrare l’italiano nella tua vita, inizia a scrivere sulla tua agenda in italiano. Puoi iniziare anche con un solo giorno o due a settimana. L’importante è scegliere un giorno preciso e mantenere l’impegno.

Flashcard

Hai mai sentito parlare di flashcards? Le flashcards sono delle carte dove possiamo scrivere le parole nuove. Da un lato scriviamo la parola nuova e dall’altro la traduzione nella nostra lingua. Ci sono molti programmi di flashcards digitali che possiamo scaricare comodamente sul nostro cellulare (i miei preferiti sono Quizlet e Memrise). A me, però, piacciono ancora i metodi tradizionali e creo le mie flashcards a mano.

Scrivere è per me un buon modo per memorizzare.

Istruzioni:

Prendi un contenitore (un vasetto, una scatola, un cestino), carta e penna. Inizia a creare le tue flashcard. Ogni sera, prima di andare a dormire oppure ogni mattina prima del caffè pesca una parola e ripassala.

Quando una parola è famigliare e l’hai memorizzata, toglila dal cestino.
Puoi praticare con parole oppure con intere frasi (utile se devi programmare una vacanza).

 

Post it

Anche i post-it sono un ottimo modo per ampliare il vocabolario. Puoi attaccare post -it sugli oggetti intorno a te. La ripetizione visuale ti aiuterà a memorizzare meglio.

Inizia con informazioni oggettive e incolla i post – it su oggetti in casa che non conosci: mensola, specchio, asciugamano, interruttore.
Quando conosci i nomi degli oggetti puoi iniziare a scrivere cose astratte, parole che descrivono alcune caratteristiche dell’oggetto.

Qui alcuni esempi:

  • Interruttore > utile > acceso / spento
  • Mensola > reggere > arredamento
  • Divano > accomodante > imbottito

Scambi linguistici e conversazioni

Sono una persona estremamente pigra e per me fare sport è sempre un problema. Ultimamente però faccio sport con un amico. Avere un appuntamento fisso sulla mia agenda mi aiuta a sconfiggere la pigrizia.

Quando sento la voce nella mia testa che dice: “Dai Linda, rimani a casa a guardare un film”.
Rispondo: “Non posso!”.

Il mio senso di responsabilità è più forte della pigrizia momentanea. E questo fa bene alla mia mente, al mio corpo e alle mie relazioni sociali.

L’italiano è la stessa cosa. Parlare una lingua è questione di pratica e allenamento. La lingua si arruginisce se non la usiamo. Se abbiamo un appuntamento è più facile mantenere una pratica costante. Inoltre, l’ansia (in giusta dose) e la voglia di comunicare con un’altro essere umano ci aiutano a memorizzare meglio e studiare con più piacere.

Fortunatamente, ci sono molti modi per fare questo online. Non è importante dove siamo, con internet possiamo trovare un modo per parlare con qualcuno in Italiano.

In particolare è possibile:

 

Per oggi i consigli sono finiti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Puoi scrivere qui sotto nei commenti oppure unirti al gruppo Facebook di Speak Italiano!

14_Il Carnevale

Maschere, colori, risate e allegria, ma anche satira e politica. Tutto questo è oggi il Carnevale. Ma come nasce la festa più amata da grandi e piccini? Sapete che i romani avevano una festa simile? E cosa c’entano il teatro e Venezia? Scopritelo con me nel podcast di questa settimana!

Trascrizione:

Il carnevale è speranza:
La gente torna dalla lontananza
La gente triste ride nella danza
La gente grande vive un’altra infanzia

Le parole che avete sentito in apertura sono di un artista brasiliano di nome Chico Buarque. Probabilmente i brasiliani che ci stanno ascoltando lo sanno, ma questo cantante Brasiliano ha vissuto per un periodo in Italia. Negli anni 70, infatti, il Brasile stava vivendo una dittatura militare che ha portato cantanti come Chico all’esilio. In Italia ha inciso alcuni cd in lingua italiana e questa canzone d’apertura è contenuta in un cd scritto con Ennio Morricone e chiamato “Per un pugno di samba”. Comunque, tutta questa premessa per dire che oggi voglio parlare di Carnevale!

Lo so, abbiamo passato da tempo la lettera C, ma voglio dedicare questa puntata extra al carnevale perché oggi in Italia stiamo vivendo il carnevale, un momento dell’anno vivo e di festa, nonostante i problemi.
Ho deciso quindi di dedicare questo momento alla storia del carnevale.
Eh sì, perché tutti sappiamo cos’è il carnevale, pochi però ne conoscono la storia e l’origine.

Oggi, il carnevale è un momento di divertimento che si svolge durante i mesi invernali e precede la Quaresima. Il Martedì Grasso, infatti, segna nei paesi cattolici la fine del carnevale e l’inizio della penitenza di 40 giorni rappresentata dalla Quaresima.

Da dove arriva però il carnevale?

Ci sono diverse teorie, ma sicuramente è un rito molto antico che unisce rituali pagani dedicati alla fecondità e all’allegria con celebrazioni per la fertilità della natura. Risate, danze e scherzi rendono il Carnevale un momento molto felice e celebrativo.

La stessa parola Carnevale ha interpretazioni diverse. Può derivare dal latino car navalis, un rito antico che coinvolgeva, appunto, una nave. Oppure, sempre dal latino, carnes levare (togliere la carne) oppure ancora dal latino carne vale (carne, addio), due nomi che alludono alla Quaresima e quindi al rito cristiano del digiuno. Digiuno significa: non mangiare; quando non mangiamo.

Probabilmente il Carnevale unisce diversi riti che erano celebrati nell’antichità in questo stesso periodo. Nell’antica Roma, febbraio era il mese della purificazione. Il passaggio dall’inverno alla primavera rendeva possibile comunicare con il mondo dell’aldilà, il mondo dei morti.

A queste cerimonie di purificazione si univano i riti di fecondazione come i Lupercali – così chiamate – feste antiche che erano fatte in onore di Marte e del dio Fauno.
In epoca romana c’era una festa che si svolgeva a dicembre che può aver influenzato il carnevale. I Saturnali, così erano chiamati, erano dedicati al dio Saturno. Durante questa festa, per un giorno soltanto, l’ordine costituito si rovesciava lasciando spazio alla libertà totale.
Le classi più basse della società potevano vivere un giorno di libertà e benessere. Pensate che gli schiavi per un giorno potevano comportarsi come uomini liberi.
Anche se i Saturnali erano festeggiati a dicembre, hanno molti lati simili al Carnevale moderno, che rappresenta un po’ un giorno di libertà dove tutti possiamo essere quello che vogliamo, pensateci.

Queste feste continuano poi per tutto il Medioevo, con dei piccoli cambiamenti. Poco a poco, si integrano nel calendario Cristiano e il Carnevale diventa il momento che precede la Quaresima. Ancora oggi diciamo: “a Carnevale, ogni scherzo vale!. Bene, nel Medioevo ci sono mascherate danzanti, gioia e feste. Oltre ovviamente a grandi mangiate nelle corti. Scorpacciate, come diciamo in italiano. Conoscete questa parola? Una scorpacciata, mangiare tanto.

Le leggi della morale e le regole erano sospese per un giorno. Gli uomini si vestivano con abiti femminili, i ricchi si travestivano da poveri, perché secondo un antico detto latino è lecito essere folli una volta l’anno! Folli significa pazzi.
Le danze ballate in queste feste ricordavano i rituali legati alla terra. C’è ad esempio una danza, che si chiama “il saltarello laziale”, che ricorda il crescere delle spighe di grano.
Danze, risate e amore santificavano il ritorno della primavera.

Nel Rinascimento

Nel Rinascimento poi, nascono i carri allegorici, quelle grandi costruzioni colorate che ancora oggi sfilano per carnevale in molte città italiane. Non so se avete mai visto questi carri. I carri, chiamati in quell’epoca trionfi, permettevano a tutti di partecipare e la città si trasformava in una grande festa.
A Firenze, questa tradizione è stimolata da Lorenzo il Magnifico. Ma anche in altre grandi città come Roma, Milano, Bologna e Ferrara, ecc, si organizzavano carri che rappresentavano storie mitologiche, episodi della Bibbia, allegorie, favole e leggende.

Questi carri, chiamati anche Trionfi, appunto, diventano poco a poco uno strumento di propaganda politica e culturale delle classi al potere per il popolo. Anche oggi, in Italia, i carri che vengono fatti durante il periodo di Carnevale devono raccontare una storia oppure contengono allusioni politiche molto spesso.

Le maschere

A Carnevale, come sappiamo, tutti usano le maschere. Le maschere sono usate sin da tempi antichi, ma in Italia nascono a Venezia. Nel 1600 la Commedia dell’Arte porta le maschere in teatro e sono inventati molti personaggi che sono ancora oggi molto conosciuti: Arlecchino, Pantalone, Balanzone. Tutti questi personaggi ereditano dalla festa del Carnevale il gusto per la risata, lo scherzo, il travestimento.
Nel 1700 e nel 1800 poi si aggiungono altri personaggi, come Pulcinella, e la Commedia dell’Arte diventa popolare in tutta Europa.  

Oggi il Carnevale rimane molto forte ed è una festa amata da tutti, grandi e piccini. Negli anni, questa festa ha perso un po’ l’origine sacra che aveva in principio, ma non, però, la vena satirica e a volte politica.
I carri, i dolci tipici, le maschere e i coriandoli sono gli elementi tipici del Carnevale Italiano. Oltre al Carnevale di Venezia, altre tradizioni, come quella del Carnevale di Viareggio sono diventate famose internazionalmente.

Bene, abbiamo un po’ percorso la storia del carnevale insieme.
Terminiamo con una filastrocca per bambini scritta dal grande Gianni Rodari. Questa filastrocca parla di tre maschere: Arlecchino, Gianduia e Pulcinella. Arlecchino è una maschera bergamasca, Gianduia è una maschera piemontese e Pulcinella è la famosa maschera napoletana. 

Ecco qui, filastrocca:

Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.

Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.

Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa.

Anche per oggi abbiamo finito. Se volete scambiare qualche idea, vi aspetto sul gruppo Facebook del podcast oppure potete mandarmi un’email.

A presto e grazie per l’ascolto

Link e collegamenti utili:

13_D come Design

“Complicare è facile, semplificare é difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Semplificare è il segno dell’intelligenza”.
Scopriamo oggi Bruno Munari, un artista, scrittore e designer tra i più interessanti e sperimentatori nell’Italia del boom economico. Un autore attento ai bambini che crede nel potere della fantasia e della curiosità.
Buon ascolto!

Trascrizione

«Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole, colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose… La semplificazione è il segno dell’intelligenza»

Bruno Munari

 

La citazione che avete ascoltato a inizio puntata è di Bruno Munari, artista poliedrico, scrittore, grafico, designer innovativo del Novecento Italiano.

La puntata di oggi è dedicata al Design, quello con la D maiuscola.

Design, Moda e Cibo sono la triade che sempre viene nominata quando parliamo di Italia. Queste tre cose sono ancora il primato oggi in Italia? Non saprei rispondere a questa domanda, ma sicuramente il nostro paese può vantare un passato glorioso in queste tre aree.
Il Design è un ambito molto vasto, va dall’architettura, all’arredamento, fino all’attuale design digitale che tocca la nostra vita di tutti i giorni.
Sono molti gli artisti che hanno fatto la storia del design italiano e non posso oggi ripercorrere in dettaglio la storia del design.

Tra i migliori designer italiani del Novecento possiamo ricordare brevemente Franco Albini, i fratelli Castiglioni, gli architetti Gian Luigi Banfi, Ludovico Babbiano e molti altri che hanno lasciato opere molto importanti per la storia della produzione artistica industriale italiana.
Siccome il nostro podcast analizza in particolare il legame fra cultura e letteratura, voglio oggi soffermarmi  sulla figura di Bruno Munari. Vi dirò chi è, perché è importante e quale apporto ha dato alla letteratura italiana.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

12_C come Caffè

Pensiamo a Italia, pensiamo a caffè! Espresso, cappuccino, macchiato, caffè in tutti i modi e in tutte le salse. Ma perché in Italia beviamo caffè? Ne beviamo davvero così tanto? Dove e quando nasce l’espresso? Molte curiosità e risposte per voi in questa nuova puntata del podcast!

Trascrizione

Tre chicchi di moca / tritava il tricheco / per fare il caffè. / Lo vide la foca/ e disse “Che spreco! / Due chicchi, non tre!

Questa è una poesia di Scialoja, intitolata “Tre chicchi di Moka” e contenuta in un libro, pubblicato da Edizioni Lapis nel 2011, un libro per bambini.

Bevo quaranta caffè al giorno, per essere ben sveglio e pensare, pensare a come combattere i tiranni e gli imbecilli.

Questa invece è una citazione di Voltaire.

Ultima:

A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco.

Questa è una citazione tratta da un libro di un autore italiano, Erri de Luca.

Come potrete immaginare, oggi voglio dedicare la puntata al caffè. Rimango per un attimo ancora sulla C e parlo oggi della storia del caffè.

Il caffè è un elemento indispensabile nella cucina italiana. Tutti noi adoriamo il caffè, l’espresso, il caffè che deve essere bevuto velocemente. Il caffè è una bevanda molto molto consumata mondialmente, ma è interessante sapere che l’espresso italiano non è un’invenzione molto antica. È un’invenzione abbastanza contemporanea, del 1900. E ora vi dirò come siamo arrivati noi italiani ad avere una Moka in ogni casa italiana ed a consumare caffè come rito sociale.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Link e riferimenti utili:

 

 

 

Trasforma l’italiano in routine. Consigli pratici

 

Siamo tutti molto impegnati. A volte pensiamo di non aver tempo per iniziare a studiare una lingua straniera. E questa sensazione riguarda anche altri aspetti della nostra vita: fare sport, leggere, dedicare tempo alla nostra famiglia, imparare qualcosa di nuovo.

Forse però questa mancanza di tempo è un’illusione e con alcune piccole tecniche possiamo integrare lo studio di una lingua straniera o la lettura nella vita di tutti i giorni.

Secondo uno studio di Agicom, un italiano medio passa una media di 4 ore davanti alla televisione. In aggiunta, passiamo quasi due ore al giorno sui social.

Molto tempo, giusto?

E se usassimo anche solo un’oretta al giorno per imparare le lingue o qualcosa di nuovo?
Con questo articolo voglio darvi alcuni consigli per integrare lo studio dell’italiano nella vostra vita quotidiana.

1 – il potere delle abitudini

Le abitudini sono quello che facciamo per sentirci sicuri. Sono i gesti spontanei e automatici, quei momenti del giorno che ci fanno sentire a casa.
In un interessante studio pubblicato nel 2013, il vincitore del premio Pulitzer Charles Duhigg, parla dell’importanza delle abitudini.

Il giornalista dice che tutti noi siamo governati dalle nostre abitudini, anche se non sempre lo sappiamo. Dice che con piccoli stratagemmi, possiamo imparare a governare le nostre abitudini e cambiarle.
Ma come? Prima di tutto dobbiamo essere consapevoli delle cose che facciamo. Riconoscere un’abitudine malsana è il primo passo per riuscire ad analizzarla e cambiarla.

Esercizio:

Fate una lista delle cose che vi piacerebbe cambiare o delle abitudini che avete e vi piacerebbe eliminare. Esempi:

  • Controllare il cellulare prima di dormire
  • Usare il computer fino a tardissimo

Osservate il tempo che perdete a fare qualcosa che non porta vantaggi, piacere o nuove conoscenze nella vostra vita.

2 – Segnale, routine, gratificazione

Una volta individuata l’abitudine dannosa, osservatela. Lo stesso Duhigg dice che ogni abitudine è formata da tre parti: segnale, routine e gratificazione. Ogni abitudine ha un segnale che la scatena. Può essere un’abitudine che abbiamo da tempo, un bisogno tattile, un sentimento di solitudine. Alcuni luoghi possono stimolare l’inizio dell’abitudine, stimoli visivi oppure orari. Questo segnale arriva al nostro cervello e ci fa credere che se faremo una determinata azione, avremo un premio, una gratificazione.

Una persona che ama fumare ad esempio, si sveglierà la mattina e sentirà il bisogno di accendere una sigaretta subito dopo il caffè. Forse quello è un momento di risveglio oppure un momento di riflessione con se stessi. La sigaretta porta in questo caso una gratificazione momentanea, un piacere che però scompare subito dopo che l’abbiamo accesa.

Cosa dobbiamo fare allora per cambiare questi meccanismi?

Charles Duhigg suggerisce di sostituire la routine (cioè la parte centrale del processo), ma mantenere il segnale e la gratificazione. In questo modo: quando individuiamo il segnale del nostro corpo che sente il desiderio di una sigaretta, sostituiamo il gesto dell’accensione con qualcos’altro. Forse una breve camminata nel parco, un disegno oppure un bicchiere d’acqua fredda. In questo modo possiamo sostituire piano piano l’abitudine dannosa con una sana e positiva per la nostra salute.

Come possiamo applicare tutto questo allo studio dell’italiano?

Prima di tutto possiamo individuare un momento della giornata che è libero e che possiamo dedicare all’italiano. È importante che sia un momento preciso, in un determinato orario. Può essere la mattina appena svegli, appena dopo il caffè oppure poco prima di andare a dormire. Può anche essere sotto la doccia. Ma deve essere un momento preciso e dobbiamo prendere un impegno.

Esercizio:

Pensa alla tua giornata. Individua alcuni momenti liberi e fai una lista. Non serve molto, basta avere almeno 15 minuti liberi ogni giorno.

Pensa a un momento in cui puoi concentrarti e fermarti.
Scarica il tracker di Speak Italiano e preparati all’inizio delle danze!

Segnale

Scegli un segnale per la nuova routine che vuoi innestare nella tua vita. Il segnale deve essere qualcosa di pratico e preciso.

Alcuni esempi per aiutarti:

  • Quando preparo colazione ascolto un podcast in italiano
  • Mentre bevo il caffè dopo pranzo leggo un paragrafo in italiano

 

Pensa poi a un premio, una gratificazione. Questo premio può essere giornaliero o settimanale. Forse un cioccolatino, oppure 10 minuti della serie che ti piace, un dolcetto, un massaggio. La gratificazione è qualcosa di molto importante. La gratificazione crea nel nostro cervello il desiderio di una cosa bella che arriverà e può motivarci allo studio e alla costanza. Forse puoi programmare una vacanza in Italia come gratificazione!

Puoi sperimentare con le gratificazioni, i premi che dai a te stesso. Puoi in questo modo vedere che cosa funziona meglio per te.

La gratificazione è molto importante perché crea in noi il desiderio della routine. Il classico biscottino che diamo al nostro cane se si comporta bene. Quando il processo di routine è attivo, il nostro cervello sente la gratificazione ancor prima di mangiare il biscotto!

In questo modo, anche imparare una lingua può diventare una buona abitudine. Con soddisfazione e gratificazione.

Image by Kanenori on Pixabay

Chi va piano, va sano e va lontano

Adesso pensa a un obiettivo pratico. Fai una lista di desideri e scegli qualcosa da iniziare e portare avanti per 30 giorni. Ma attenzione: deve essere qualcosa di realistico. Se non hai mai visto il Giapponese in vita tua, non puoi pensare di leggere un intero libro in giapponese.
Non devi lasciare spazio alla frustrazione. Per questo devi scegliere un obiettivo realizzabile. Deve essere qualcosa di stimolante e che porta a un miglioramento, senza essere troppo difficile.
Ti consiglio di dividere il tuo obiettivo finale in piccoli passi, piccoli livelli progressivi da superare.

Allena la tua forza di volontà: prevedi momenti di fallimento

Il fallimento fa parte della vita. Non è semplice creare nuove abitudini e devi prevedere alcuni momenti in cui non riuscirai a seguire i tuoi propositi. Questo però non deve spaventarti o farti desistere.

Nello stesso studio, Charles Duhigg riporta alcuni esperimenti che sono stati fatti negli Stati Uniti su gruppi che appartengono a classi sociali diverse. In tutti gli studi è emerso che le persone che immaginano le difficoltà e pensano in anticipo a come superarle, hanno più successo. Questo perché hanno un programma, un piano d’azione anche per gli imprevisti o le difficoltà.

Prevedi un piano B.

Quando ti senti scoraggiato ad esempio, puoi parlare con qualcuno. Di solito le persone che sono preparate per i momenti di scoraggiamento si arrendono meno e superano meglio questi momenti. Parlare con gli altri è sempre un buon modo per riprendere le energie.

Se vuoi, puoi unirti al gruppo Facebook di Speak Italiano: qui ci scambiamo idee e consigli, parliamo di letteratura e usiamo l’italiano per imparare insieme.

Se vuoi leggere il libro di Charles Duhigg lo trovi qui.

Se vuoi inserire nella tua routine una conversazione o lezione in Italiano con me, puoi trovare maggiori informazioni su lezioni individuali e di gruppo qui sul mio sito.

Buona fortuna e buona programmazione!

Se ti è piaciuto questo articolo, per favore, condividilo! Mi farebbe tanto piacere. Grazie!

11_La scienza in cucina (Lettura)

Vi piace cucinare? Cucinate piatti italiani? Qui per voi il Decalogo di Pellegrino Artusi. Per imparare a cucinare con gusto e semplicità seguendo i consigli del grande Maestro dell’Ottocento.
Buon ascolto e buona cucina!

Trascrizione

Ciao a tutti.

Come promesso, oggi continuiamo con la parola Cibo e voglio, in particolare, leggervi alcuni piccoli pezzi tratti dal libro di Pellegrino Artusi: La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene.

Come detto la settimana scorsa, questo libro è uscito alla fine dell’ Ottocento ed è il primo libro che racchiude in forma, in italiano contemporaneo, e anche in forma patriottica le ricette tradizionali della cucina italiana. È stato scritto da un emiliano che si chiama Pellegrino Artusi e oggi voglio, in particolare, parlare delle sue 10 regole, delle del decalogo, le dieci regole della cucina artusiana, della cucina di Pellegrino Artusi.
Queste regole sono state, in particolare, raccolte da casa Artusi che è la casa museo che ancora oggi organizza eventi dedicati alla figura di questo personaggio. E, insomma, vi leggerò quindi una serie di 10 punti molto brevi.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Link e risorse utili:

10_C come Cibo

Oggi parliamo di Cibo. Pasta, pizza, lasagne, tutti conoscono il cibo italiano. Ma da dove arriva la pasta al pomodoro? La mangiamo da sempre? Chi è Pellegrino Artusi e perché è importante per l’Italia? Un viaggio nella cucina italiana attraverso le pagine del primo ricettario nazionale!

Trascrizione

Grazie grazie grazie grazie.

Oggi inizio la nostra puntata con un grande Grazie a tutti voi per ascoltarmi e anche perché nelle ultime settimane ho ricevuto qualche email da persone che mi ascoltano: mi hanno fatto davvero tanto tanto piacere. Quindi vi ringrazio qui in diretta – tra virgolette.

Se volete scrivermi per suggerimenti, per commenti, consigli, eccetera, io sono sempre contenta di ricevere le vostre email. Quindi, potete scrivermi a: linda@speakitaliano.org. Sarò felice di rispondere a ogni email che mi manderete.  Oggi, in particolare, voglio rispondere a un commento, a una domanda che una ragazza dall’Argentina, Sofia, mi ha fatto. Sofia vorrebbe sapere di più sul cibo italiano e io risponderò in maniera un po’ originale, quindi rispondo un po’ a modo mio.

Ho pensato quindi di dedicare la puntata di oggi, visto che siamo arrivati alla C nel nostro vocabolario, nel nostro sillabario, ho deciso di dedicare la puntata di oggi proprio al cibo.

Pensiamo a Italia, pensiamo a cucina

Pasta, pizza, lasagne alla bolognese, tutti conoscono la cucina italiana. Ma è sempre stato così? Qual è l’origine della culinaria italiana? Come si è evoluta? Qual è stato l’ambiente che ha permesso lo sviluppo di ricette comuni e di una cultura così legata al cibo?

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Fonti e link utili: